Fattura Elettronica

La Fattura Elettronica nel settore pubblico europeo

Fattura Elettronica europa

La Fattura Elettronica in Europa è una realtà nata grazie all'impegno delle Pubbliche Amministrazioni che l'hanno adottata come sistema di fatturazione nelle relazioni Business to Government (B2G). L’e-Invoicing in Europa ha favorito un mercato accessibile, trasparente e più allettante in cui sviluppare un'attività e soprattutto ha aperto opportunità commerciali all'interno e all'esterno delle frontiere comunitarie.

L'Unione Europea si è prefissata per il 2020 l'obiettivo di convertire la Fatturazione Elettronica nel sistema principale per i rapporti commerciali con i suoi fornitori. A che punto si trova la Fattura Elettronica nel settore pubblico europeo? Quali Paesi hanno raggiunto tale obiettivo? Con quale modello di fatturazione operano?

Fasi decisive: Direttiva 2014/55 e lo standard PEPPOL

L'uso esteso della Fattura Elettronica in Europa favorisce le transazioni transfrontaliere. A tale scopo è stato necessario superare molti ostacoli, dovuti alla grande quantità di norme tecniche e requisiti legali specifici per ognuno dei Paesi che costituiscono l'Unione Europea.

L'omogeneizzazione del sistema è stata gradualmente ottenuta grazie all'approvazione della Direttiva 2014/55, pubblicata il 16 aprile 2014, e all'implementazione di uno standard europeo, pubblicato nel 2017.

La trasposizione della Direttiva ha presupposto per le Pubbliche Amministrazioni aggiudicatrici l’obbligo di poter ricevere ed elaborare Fatture Elettroniche conformi alla normativa europea in materia di Fatturazione Elettronica e alle sintassi approvate dalla Commissione.

Il calendario previsto per l'introduzione obbligatoria della Fattura Elettronica stabiliva che gli stati membri dell’Unione Europea dovevano implementare la Fattura Elettronica europea tra il Settore Pubblico e i suoi fornitori prima del 18 aprile 2019. Prevedeva inoltre una proroga di un anno per le amministrazioni non centrali. A oggi, l'introduzione obbligatoria della Fattura Elettronica nell'Unione Europea in ambito B2G è stata massiccia con poche eccezioni, per esempio il Portogallo. La crisi del COVID-19 ha spostato tale processo fino al 31 dicembre 2020, per le grandi aziende, e fino al 31 dicembre 2021, per le microimprese.

D'altro canto, lo standard PEPPOL garantisce anche l'interoperabilità, poiché facilita gli appalti pubblici tra aziende e amministrazioni, a prescindere dalla loro posizione o dai sistemi di cui si servono. Tale standard comune si sta rivelando fondamentale per lo sviluppo dell’e-Procurement transfrontaliero e si è sviluppato soprattutto nell'ambito della sanità pubblica. PEPPOL è attualmente operativo in molti Paesi Europei, tra cui Regno Unito, Francia, Norvegia, Olanda, Austria, Italia, Belgio..

Modelli di Fatturazione Elettronica Paese per Paese

Senza dubbio, la Fattura Elettronica ha comportato il miglioramento delle transazioni commerciali, ha abbattuto barriere e ha offerto migliori opportunità di business alle imprese, che possono così operare in un mercato unico e partecipare ad appalti pubblici con minori difficoltà.

Tuttavia, per accedere agli appalti pubblici in Europa, continua a essere fondamentale conoscere i modelli di Fatturazione Elettronica e le specificità di ogni Paese.

Per esempio, se un'azienda farmaceutica spagnola desidera partecipare a un appalto pubblico per la fornitura di un determinato vaccino alla sanità tedesca in ambito nazionale, dovrà accedere al portale centrale Zentrales Rechnungseingangsportal des Bundes ZRE per spedire la fattura; dovrà utilizzare i formati XRechnung o ZUGFeRD; non sarà obbligata ad avere la firma elettronica e sarà tenuta a conservare la fattura almeno per 10 anni.

Se volesse offrire questo stesso servizio in Olanda, la Fattura Elettronica dovrà rispettare il modello PEPPOL. La piattaforma centrale per il ricevimento di Fatture Elettroniche si chiama DIGIPOORT, anch'essa connessa alla rete PEPPOL. Il formato impiegato è il SI-UBL2.0 e la fattura dovrà essere conservata per 7 anni.

Nel caso di un contratto con la Pubblica Amministrazione italiana, dovrà emettere la FatturaPA (così viene chiamata la e-Invoice in Italia) e trasmetterla al SdI (Sistema di Interscambio); la firma elettronica sarà obbligatoria e per la conservazione della fattura dovrà applicare ai documenti processi aggiuntivi come la firma elettronica e la marcatura temporale, in base alle norme definite per la Conservazione Elettronica.

Altre specifiche da tenere in considerazione sono ad esempio i meccanismi di applicazione della firma elettronica, i formati consentiti (es. PEPPOL, o formati nazionali adattati ai requisiti della Direttiva Europea), i periodi di archiviazione stabiliti per la sua conservazione, i requisiti per le procedure amministrative preliminari prima dell'emissione della fattura, nonché le modalità di accesso al portale elettronico che consente l’e-Invoicing all'organismo pubblico che gestisce l'appalto.

EDICOM mette a tua disposizione una guida completa dedicata alla Fattura Elettronica nella Pubblica Amministrazione dell'Unione Europea nella quale vengono trattati in maniera precisa i modelli di fatturazione di ogni Paese.

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Mediante soluzioni con tecnologia EDI, lavorare in diversi mercati è più semplice. La piattaforma integrale di comunicazioni elettroniche con possibilità di Compliant e-Invoicing e VAT Compliance di EDICOM gestisce le Fatture Elettroniche sia con le Pubbliche Amministrazioni dell'Unione Europea sia tra aziende private (B2B2G) secondo le specifiche nazionali.

Questa piattaforma consente di spedire Fatture Elettroniche a qualsiasi Pubblica Amministrazione da un'unica soluzione poiché è in grado di stabilire una connessione con qualsiasi organismo pubblico dell'Unione Europea.

La piattaforma internazionale per la Fattura Elettronica di EDICOM è compatibile con gli obiettivi della Fattura Elettronica nell'appalto pubblico nell'Unione Europea: semplificare l'adempimento fiscale e ridurre i costi economici.

EDI hosp Project

*I contenuti di questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità di EDICOM e non riflettono necessariamente l'opinione dell'Unione Europea.

 

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